La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 23 maggio 2017

Zad Moultaka alla Biennale d’Arte di Venezia

Vieni introdotto in una sala buia dove a tentoni trovi una panca contro il muro.
L'arte parla solo ha chi sa ascoltare
l'artista dice, lo spettatore interpreta.

Si illumina la parete di fondo. Una luce la colpisce e quella parete brilla perché composta da 150.000 monete.
Intanto lo spettatore è avvolto nell’oscurità mentre prende forma un “totem” al centro della sala. Il motore di un bombardiere.
E suoni lamentosi si alzano nel buio dai microfoni al lato della sala con giochi di luce che illuminano il muro di monete o il motore del bombardiere.

Lo spettatore si trova a Beirut, sotto le bombe e i lamenti che escono dagli altoparlanti gli appaiono come i lamenti delle persone intrappolate sotto le macerie.

Ma non è questo il senso che all’opera vuole dare Zad Moultaka.

Moultaka vuole rappresentare il sole, composto dalle monete e dopo le lamentazioni dall’altoparlante sorge in lingua araba l’Inno a Samas, l’Inno al Sole.

Eppure, io che guardo. Vedo il capitale, vedo i possessori di uomini che giocano col denaro e con le bombe. Ciò che esce dagli altoparlanti sono i lamenti di chi è colpito da quelle bombe. Di chi è rimasto sotto le macerie.

Sarà perché io, come Pagano Politeista, non ho fantasia e la vita degli uomini mi appare in tutta la sua crudità.

Diventa interessante leggere (e lo prelevo da un sito in internet) l’Inno a Samas che in lingua araba esce come lamento dai microfoni.


INNO a SAMAS… Dio del Sole (Babilonese)

Samas, tu che illumini il cielo, rischiari le tenebre,
O Pastore dei cieli e delle terre,
Simile ad una rete, il tuo splendore avvolge il mondo
e fino ai monti più lontani illumini ciò che è oscuro!
Quando ti vedono apparire, Dei e Demoni si rallegrano
e tutti gli Igigi sono pieni di gioia per la tua presenza..
I tuoi raggi signoreggiano tutto ciò che è nascosto
e il comportamento degli uomini si manifesta alla tua luce.
Tutti gli esseri aspirano al tuo splendore.
Illumini l’universo come un immenso fuoco,
la tua gloria ha ricoperto le montagne lontane
e il tuo splendore riempie la vastità della terra.
Poggiato sulle vette più alte ispezioni il mondo
e dall’alto del cielo sostieni l’equilibrio dell’universo.
Fai pascolare insieme tutti gli esseri viventi:
nei cieli e sulla terra sei il loro unico pastore!
Non smetti di attraversare puntualmente il cielo e la terra,
il mare profondo le catene montuose, le terre pianeggianti,
attraversando e riattraversando il mare vasto e senza fine.
Colleghi tutto come una corda, avvolgi tutto come la nebbia.
Il tuo ampio baldacchino ricopre l’universo.

Tratto da:
https://storiaefantasydotcom1.wordpress.com/2016/02/24/inno-a-samas-dio-del-sole-babilonese/

E’ buio nella sala. Non c’è un sole che sorge. Si illumina il turbomotore del bombardiere e si illumina per le esplosioni.

Esco dalla sala. Leggo il volantino di Zad Moultaka e rimango perplesso.
Io non ho visto Hammurabi, non ho visto “affinché il debole abbia giustizia nei confronti del più forte…” Ho visto il più forte, sia nelle monete che nel bombardiere, produrre lamenti in chi, probabilmente, non poteva difendersi.

Ma io non sono ebreo, non sono cristiano, non sono islamico, io sono un Pagano Politeista e vivo sotto un sole che illumina qualunque cosa gli uomini facciano.


Claudio Simeoni

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